13/07/2012

Mio cugino Vincenzo

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Cliente: Salve, mi dà il prefisso della Calabria?

 

Operatore: Ce ne sono diversi, dipende dalla città.

 

Cliente: Della Calabria! Ca-la-bria!

 

Operatore: Reggio Calabria?

 

Cliente: No, non sta a Reggio Calabria! Senta, facciamo così: mi dia il numero di Vincenzo Xxxxxx.

 

Operatore: E’ in Calabria?

 

Cliente: No, è il cugino di Milano. Mi faccio dare il numero da lui.

 



13/07/2012

Un Paese per "bamboccioni"

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E’ vero che siamo il Paese dei bamboccioni? Dei giovani adulti che si ostinano a vivere con i genitori? Il tema, da tempo, è oggetto di dibattito - politico, economico, sociale – che si chiude con una risposta affermativa.

Conferma arriva da un interessante articolo pubblicato su lavoce.info, firmato da Nicola Persico, Siamo "bamboccioni", genitori troppo protettivi?.

 

I dati lasciano pochi spazi ai dubbi. La percentuale di persone che coabitano con i genitori è quasi raddoppiata dal 1970 al 2000 (83% dei maschi fra i 18 e i 30 anni, il 73% fra i 25 e i 29 anni). Numeri anomali, se raffrontati a livello internazionale, anche rispetto ai paesi dell’area mediterranea. L’acuirsi della crisi, il deterioramento delle condizioni del mercato del lavoro hanno peggiorato la situazione.
Eppure – come fa notare Persico – le motivazioni economiche non sono sufficienti a spiegare il fenomeno. Molti studi indicano che il bisogno economico familiare non è causa della coabitazione. una ricerca sulla riforma delle pensioni del 1992, che ha allungato il tempo di lavoro e "costretto" i genitori ad avere un reddito maggiore, ha evidenziato come l’incremento della disponibilità di denaro sia stato usato per mantenere i figli in casa.

 

Dunque, in parte, i “bamboccioni” sono frutto di un retroterra culturale. Altri studi mostrano come i figli di genitori di origine italiana che vivono negli Usa tendano a coabitare come i lori coetanei che risiedono dentro i confini della Penisola.
Un comportamento sociale – quasi di massa – che inficia sulle performance di crescita civile ed economica del Paese. Evitare le difficoltà, cercare sistematicamente la sponda del genitore, non aiuta e, soprattutto, non risolve alcun problema.

 

Valgono – senza ombra di dubbio – le conclusioni finali di Nciola Persico:


"Talvolta, il sostegno protettivo ai figli - prima attraverso un percorso universitario spesso lento e poi durante un periodo di ricerca di lavoro che si estende magari per anni - viene considerato un investimento economico. L’obiettivo, alla fine, è di “sistemare” il figlio o la figlia nel mitico posto fisso. Ma il posto fisso è ormai difficile da trovare e lo sarà sempre di più. Forse, conviene considerare una strategia diversa: preparare bene i nostri figli a confrontarsi con il mondo esterno e poi, con tutte le cautele del caso, spingerli gentilmente a spiegare le ali."



12/07/2012

Rolling Stones, 50 anni di rock. Arriva la biografia ufficiale

blogga 1254, rolling stones

Concerti, eventi, spettacoli.
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Il 12 luglio 1962 i Rolling Stones salirono per la prima volta sul palco del Marquee Club di Londra. Fu l’inizio della carriera di una delle band più famose del rock.

A 50 anni esatti dal primo concerto esce la prima autobiografia ufficiale: oltre 700 immagini e materiale assolutamente inedito. Il libro porta la firma degli stessi componenti del gruppo, Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts e Ronnie Wood. Uscirà in contemporanea in otto paesi per un totale di 250 mila copie.

 

Un’autobiografia a più mani, dove il leit-motiv, ma non potrebbe essere altrimenti, è la trasgressione. Sesso, droga e rock’n'roll, insomma, ricetta che insieme alla musica ha alimentato non poco il successo degli Stones.


Plundered My Soul è il piccolo omaggio di Blogga. Da vedere e ascoltare.

 

blogga 1254, rolling stones



11/07/2012

L'anima gemella

 

Frank Matano alla ricerca dell’anima gemella



11/07/2012

Un racconto per l'estate. "La sindrome dei Sassi"

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Nell’immaginario collettivo italico e nei ripetitivi spot mediatici, l’estate è la stagione della lettura. Sotto l’ombrellone, in montagna, fra boschi e pinete. I "racconti per l’estate" sono tra i prodotti editoriali più inflazionati, accanto ai terribili gadget/regalo, come copri-costume e palloni gonfiabili, borse da mare. Spesso utilizzati per colmare i vuoti causati dalla scarsità delle notizie.

Blogga non si sottrare alla regola, anche se non ha spazi da riempire o regali da fare. Proporrà racconti per l’intero periodo estivo, con un obiettivo, banale, ma preciso e privo di fronzoli: fare della lettura un’abitudine extra-stagionale.

I lavori sono firmati da Davide Valenti, co-autore dell’agenda letteraria "Le opere e i giorni" (Fabio Croce editore). Scrive abitualmente su Skip intro il suo blog di racconti, satira e politica. Sta ultimando un libro di racconti ambientati nel Sud Italia, dal titolo "L’inferno è la terra della luce tranquilla".

 


La sindrome dei Sassi
di Davide Valenti

 

Scendo dall’autobus pieno di speranza ed eccitazione, ma appena fuori da quel lungo scatolone con quattro ruote, mi rendo conto di non essere ancora dove avrei voluto.

 

Ero salito a Bari per arrivare a Matera. Avevo comprato il biglietto giorni prima, cercando di farmi spiegare esattamente la fermata dove salire, ed ero partito senza dirlo ai miei genitori. Volevo tornare in quella città e nessuno doveva conoscere il mio segreto. Mi ero messo in testa di rivedere quelle case di pietra bianca che chiamano Sassi e che quando avevo visto insieme a mamma e papà mi erano sembrati un presepio. Eravamo andati a marzo, non ricordo il giorno. Camminavamo con fatica su e giù per i sentieri e le scalinate. Mamma si era stancata presto e papà aveva paura che io potessi fermarmi in mezzo a una strada e dire: “Basta, non ce la faccio più”. Invece io ero felicissimo e dicevo, testardo: “Andiamo avanti, lei ci aspetterà qui”. Così avevamo camminato ancora per un poco, fino a una piccola piazza con una ringhiera da dove ero rimasto a guardare il panorama dei Sassi, forse per un’ora, senza staccare gli occhi di dosso da quello che mi sembrava il paese di Gesù.

 

Ora, però, fuori dall’autobus tutto è diverso.

 

Con mamma e papà eravamo andati in macchina e avevamo posteggiato all’interno dei Sassi. Pensavo che la stazione fosse lì vicino, invece no. E’ in un posto come tanti, con case come quella dove abito io a Bari. Non riesco a capire e chiedo ad almeno tre persone: “Ma questa è Matera?” e tutte mi rispondono di sì, con l’aria di prendermi per scemo. Allora chiedo ad altri dove sono i Sassi e tutti mi dicono di andare dritto. Ma la strada sembra non finire mai, specie per il mio passo lento. C’è traffico, passano auto in continuazione e guardo con i miei occhi allungati ogni persona che incontro lungo il marciapiedi, sperando qualcuno mi dica: “Dai, ci sei quasi”. Ma nessuno mi parla. Qualcuno incrocia il mio sguardo. Tutti gli altri, no.

 

Eppure, la via è quella giusta. Noto anche un cartello, di quelli marroni con la scritta bianca, che indica la direzione per i Sassi. Proseguo e sento di nuovo l’eccitazione nel mio cuore, sperando non sia un effetto del caldo. E’ luglio, poco dopo mezzogiorno. Incomincio a sudare. Per fortuna ho con me una bottiglietta d’acqua che mi ero portato da Bari e che non avevo ancora finito. Non penso al mio telefonino spento, né a mamma e papà che si sarebbero preoccupati. Il mio unico desiderio è ritornare in quella piazzetta per sedermi su una panchina e, finalmente, riposare guardando i Sassi bianchi sotto il cielo di un blu incredibile e senza una nuvola.

 

Però, più cammino più il caldo mi assale e più il mio collo già tozzo mi sembra un peso insopportabile. Forse sarebbe stato meglio fermarsi per dieci minuti, magari entrare in un bar, restare un poco all’ombra: ma cavolo, altro tempo perso senza arrivare ai Sassi non potevo sopportarlo. Così continuo a camminare, sempre più con lentezza, fino a quando mi blocco perché sto barcollando, perso nel vuoto con il mio sguardo per alcuni già assente di solito. Mi appoggio al muro con una mano e ansimo. Una signora se ne accorge e mi chiede come sto. Io rispondo soltanto: “Sassi”. Allora, lei mi prende per mano e mi accompagna dentro un piccolo bar pieno di gente che beve e gioca le schedine. Si mette a urlare per chiedere di fare spazio, ma in pochi secondi la sua voce mi arriva come un suono lontano, fino a non sentirla più.

 

Cosa accadde in quei momenti e quanto durarono, non lo saprò mai.

 

Mi risveglio a terra, sdraiato sul pavimento di quel bar. All’inizio vedo tutto intorno a me in modo confuso, di un colore simile a quello del latte. Eppure sono sveglio, non posso essere morto. Finché non riesco a mettere a fuoco un ragazzo, poco più vecchio di me, vestito con un giubbotto arancio e con in mano quell’apparecchio per misurare la pressione. Continua a chiedermi con gentilezza come mi chiamo, quanti anni ho, dove abito. Quando capisco, gli rispondo, anche se con sforzo. Finché lui sorride e mi dice: “Stai tranquillo, è tutto a posto: hai solo avuto un piccolo collasso. Ma dove stai andando? Sei solo?”

 

Io mi vergogno tanto e non voglio più parlare, ma lui insiste. Qualcuno vuole chiedermi i documenti, altri dicono che bisogna andare dai carabinieri. Allora mi metto a gridare, ripetendo: “Mi arrendo! Mi arrendo!”. Il ragazzo fa cenno agli altri di stare zitti e mi chiede: “Perché ti vuoi arrendere? Che cosa volevi fare?”. E a quel punto, non posso che raccontargli la verità, tremando dalla paura che mi porti in caserma. Invece, il suo viso a poco a poco si illumina.

 

“Non è successo niente di grave. Ora puoi rialzarti.Appoggiati a me, pian piano: ecco, bravo”.

 

Dopo avermi aiutato a rimettermi in piedi, mi chiede: “Posso parlare con i tuoi genitori?” Ed io, guardandolo, decido di fidarmi. Prendo il cellulare dalla tasca, lo accendo e gli indico il numero da chiamare. Lo sento parlare e capisco che dall’altra parte c’è mio padre. Lui continua con il suo tono calmo a spiegare tutto e infine mi tende il telefono allungando il braccio. Mi sento inquieto, è il momento più difficile del guaio in cui capisco di essermi cacciato. Di controvoglia, prendo il cellulare e senza nemmeno salutare mio padre gli dico subito: “Non ti arrabbiare”. Ma lui è tranquillo e continua a dirmi di stare calmo e di aspettarlo, perché sarebbe venuto a prendermi prima possibile.

 

E ora, che cosa sarebbe successo?

 

Il ragazzo sembra capire la domanda che sto per fare e mi dice che avrebbe dovuto portarmi in ospedale per un controllo: laggiù avrei poi trovato mio padre per riportarmi a casa. Mi metto quasi a piangere, parlando in modo ancora più confuso e continuando a dire: “Voglio andare nella piazzetta dove si vedono i Sassi”. Lui mi stringe i polsi con le mani per calmarmi e mi chiede: “Ma dici piazzetta Pascoli?”. Che ne sapevo io come si chiamava. Continuo a guardarlo restando zitto. Lui però è sicuro di non sbagliare: “E’ qui a due passi, ti porto io. Ma poi facciamo come ti ho detto e andiamo in ospedale”.  Ho soltanto il tempo per fare sì con la testa ancora pesante e già mi acchiappa sottobraccio per portarmi dove mi aveva detto, facendomi attraversare la strada sulle strisce, senza fretta, alzando la mano verso le auto in segno di pazienza. E dopo aver fatto davvero pochissimo cammino, mi dice: “Ecco, siamo arrivati”.

 

Ed era vero. Il belvedere sui Sassi era proprio quello.

 

Che emozione! E com’erano diversi da quando li avevo visti a marzo! La luce molto più forte dell’estate fa risaltare ancor meglio le pietre delle case. Il paese di Gesù, come lo chiamo io. Resto a bocca aperta, con un’espressione credo davvero ridicola, ma non mi importa. Sento le lacrime agli occhi, pronte per cadere sulle guance. Il ragazzo se ne accorge: “Ma stai piangendo?”, mi chiede. Ed io, all’improvviso, lo abbraccio con tutta la mia forza un po’goffa per ringraziarlo, a modo mio, per avermi aiutato a realizzare il mio piccolo grande sogno, che sembrava essersi infranto pochi passi prima del traguardo. Lui lo aveva capito, mi aveva voluto ascoltare e mi aveva infine portato dove volevo tornare, partendo da Bari come un ladruncolo che fugge senza lasciare tracce. Come uno sciocco, anche se per un buon motivo.

 

Ho voluto raccontarvi la mia piccola storia, che a molti di voi potrà sembrare banale, oppure strappalacrime, o soltanto stupida. Ma per me, Michele, diciannove anni, afflitto da una lieve sindrome di Down che mi accompagna dalla nascita, è stata la vittoria della vita.



10/07/2012

Officina 1254

meccanismo, meccanico, operatore, telefono

 

Cliente: Buongiorno! Vorrei il numero del dottor Rossi, come avevo chiesto prima!

 

 

Operatore: Buongiorno. Ma questa è la prima volta che ci sentiamo, io e lei!

 

 

Cliente: E con chi ho parlato fino ad ora?

 

 

Operatore: Sarà stata la voce registrata del centralino… Dal meccanismo!

 

 

Cliente: Ah, mi sembrava: è stato il meccanico a non darmi l’informazione!



10/07/2012

Spending review, partono i tagli alla spesa pubblica. Sotto tiro sanità e lavoratori statali

blogga 1254, spending review, spesa pubblica

Con l’approvazione del decreto legge sulle "disposizioni urgenti per la riduzione della spesa pubblica", l’esecutivo ha dato il via al processo di razionalizzazione che dovrebbe assicurare risparmi, per il 2012, di 4,5 miliardi di euro. Somma prevista in rialzo nel 2013, 10,5 miliardi e nel 2014, 11 miliardi. Il provvedimento nelle intenzioni del governo è stato attuato per rendere più efficiente la spesa senza, però, incidere sui servizi erogati.

 

Il punto – soprattutto mediaticamente – di maggiore interesse riguarda il dimezzamento delle province. L’obiettivo è passare dalle attuali 110° una cinquantina. La riduzione sarà effettuata in basse alla dimensione territoriale e al numero della popolazione. L’elenco completo delle nuove province è atteso per la fine anno. Entro il 1° gennaio 2014 verranno istituite 10 città metropolitane, nuovi enti territoriali e amministrativi: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria.

 

Si annunciano importanti novità per i lavoratori statali. E’ previsto il taglio del 10% per gli impiegati e del 20% per i dirigenti. Pari a una riduzione di circa 7.000 dipendenti. Dismissioni realizzate attraverso 2 anni di mobilità all’80% di stipendio e i prepensionamenti anticipati (in deroga con la riforma sulle pensioni).
Naturalmente progressivamente saranno azzerate tutte le assunzioni e fino al 2015 bloccati i concorsi per dirigenti di prima fascia.
I buoni pasto degli statali non potranno superare il valore di 7 euro. Il tetto scatterà dal 1° ottobre prossimo.

 

Sulla sanità i tagli si aggirano attorno ai 5 miliardi, anche se è stata scongiurata la chiusura dei mini-ospedali. In compenso viene ridotto il rapporto posti letto/abitanti dagli attuali 4,2 a 3,7 ogni mille abitanti (pari a meno 18mila posti letto in meno negli ospedali pubblici). Per compensare questi tagli è promosso l'ulteriore passaggio dal ricovero ordinario al ricovero diurno e dal ricovero diurno all'assistenza in regime ambulatoriale.
La spesa sanitaria delle Asl – oggi pari a 20 miliardi di euro – dovrà essere ridotta del 5%. Occhi puntati sulla spesa farmaceutica dove si vogliono recuperare 350 milioni di euro, solo nel 2012, imponendo sconti alle aziende farmaceutiche.

 

Fronte Pubblica amministrazione. Saranno rinegoziati gli affitti per giungere a una riduzione del 15%. Si accelera la procedura di vendita degli alloggi di proprietà del ministero della Difesa. Tra lo stato e gli enti territoriali (regioni, province, comuni) l'uso reciproco di beni immobili di proprietà di qualsiasi amministrazione deve avvenire a titolo gratuito.
Inoltre tutti i contratti di fornitura e consulenza con la Pa devono essere autorizzati dalla Consip (la società per la gestione degli acquisti della pubblica amministrazione).

 

Per le università ci sarà una riduzione a valere sui bilanci di circa 200 milioni di euro per il 2012 e 300 milioni negli anni successivi.
Istituito un servizio di tesoreria unica per le scuole, dove confluiranno tutte le risorse. Una soluzione che consentirà alla Banca d’Italia di maggiore disponibilità di cassa di circa 1 miliardo di euro e le scuole potranno gestire la propria liquidità come fanno già ora gli enti di ricerca.
Giro di vite per gli enti di ricerca. Riorganizzazione in vista per il Cnr, l’istituto nazionale di fisica nucleare e l’istituto nazional di geofisica. Soppressi l'istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale e l'istituto nazionale di astrofisica.
Per le scuole private è previsto un fondo pari a 200 milioni di euro.

 

Il fondo per le missioni militari all’estero viene ridotto di 8,9 milioni di euro. Ed è pure prevista una riduzione di 10 milioni di euro per le vittime dell’uranio impoverito, cioè i militari che si sono ammalati entrando in contatto con questa sostanza.
Nell'ottica dell'ottimizzazione della spesa, gli agenti di età inferiore a 32 anni dovranno essere utilizzati, salvo casi eccezionali, a servizi operativi.



09/07/2012

L’Unesco sceglie 26 nuovi siti da tutelare e proteggere

unesco

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L’Unesco aggiunge 26 siti agli 890 già iscritti nella lista dell'organizzazione delle Nazioni Unite. Sono luoghi considerati patrimonio dell’umanità. Testimonianze dell’arte e della bellezza della Natura.

 

Chi sono le new entry? Spiccano . Rio de Janeiro, Rabat, le falesie sul fiume Lena in Siberia e i laghi nel deserto del Ciad. Degni di nota anche templi di fango di Timbuctù, il Teatro dell'Opera di Bayreuth, la catena montuosa indiana dei Western Ghats e il Sangha Trinational, parco nazionale che si estende tra Camerun, Repubblica Centrafricana e Congo.

Tra i monumenti impossibile non citare la Basilica della natività di Betlemme.

 

Resta a mani vuote l’Italia – anche se non va dimenticato che circa il 30% dei siti Unesco si trova nella Penisola – che aveva candidato le colline del Monferrato e le Langhe.
Le foto dei nuovi siti Unesco sono disponibili su Virgilio Viaggi.