Eurispes: cresce il disagio delle famiglie, mentre la crisi si aggrava

blogga 1254, eurispes, crisi economicaUn terzo degli italiani, il 35,7%, ha chiesto un prestito bancario negli ultimi tre anni, quasi il 10% in più rispetto all’anno scorso; l’80% è convinto che la situazione economica sia peggiorata negli ultimi 12 mesi, mentre il disagio delle famiglie si è aggravato nel 70% dei casi; tre su cinque cittadini interpellati rivelano di essere costretti a intaccare i propri risparmi per arrivare alla fine del mese. È quanto emerge dal Rapporto Eurispes Italia 2013.

 

Hanno bisogno di aiuti finanziari le categorie con contratti a tempo determinato, in particolare il popolo della partita Iva (44,2%), contro il 35,7% dei lavoratori subordinati a tempo indeterminato. Ben il 62,3% dei prestiti è stato chiesto per pagare debiti accumulati e il 44,4% invece per saldare altri prestiti precedenti con altre banche o finanziarie.

 

Una visione fosca e pessimistica della condizione economica del Paese accompagna l’inizio del 2013: è opinione diffusa che il futuro non porterà miglioramenti alle proprie tasche (52,8%), dilaga la sindrome della quarta settimana, quando non della terza. Il 27,8% di chi chiede un prestito lo fa per acquistare una casa e il 22,6% per coprire le spese mediche.

 

“Per far quadrare i conti – ha spiegato il presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara – abbiamo sottoposto il Paese e gli italiani a un salasso senza precedenti; ‘tagliare’ è diventata l’unica parola d’ordine anche se secondo noi sarebbe più corretto e opportuno parlare di ‘riqualificazione della spesa’. Sperperare è esecrabile, ma essere costretti a sostare per giorni e giorni in un corridoio d’ospedale adagiati su una barella in attesa di un posto letto, non è degno di un paese civile”.

 

“Il dibattito corrente – prosegue Fara – è dominato dal tema dell’impoverimento del Paese, che è figlio naturale del declino italiano. Ma la ricchezza di una popolazione è fatta di due grandezze: una è il fondo, lo stock, di ricchezza; l’altra, è il flusso di nuova ricchezza. L’impoverimento italiano sta nel combinato disposto tra i movimenti opposti e fuori sincronia di queste due forme di ricchezza”.

 

“Per sbloccare il Paese – conclude – occorre un nuova ingegneria di produzione della ricchezza che, faccia leva sulle imprese più dinamiche (le medie e le start-up soprattutto), che favorisca anche attraverso la messa a punto di misure fiscali di favore,  il trasferimento patrimoniale inter-generazionale, che ridisegni le direttrici di allocazione della spesa pubblica. Così come occorre una seria politica di redistribuzione della ricchezza insieme  alla soluzione dei problemi che ci affliggono da sempre: burocrazia, giustizia, ricerca, istruzione e formazione, infrastrutture solo per segnalare alcune emergenze”.

Eurispes: cresce il disagio delle famiglie, mentre la crisi si aggravaultima modifica: 2013-01-31T12:08:21+00:00da admin
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